È un'accoglienza fredda quella riservata dal consiglio di amministrazione di Bpm all'Offerta di scambio proposta da Mps. Un'offerta, ricorda il Banco, «non concordata» e neppure «sollecitata». Diversa dalla fusione "tra pari" messa sul tavolo da Bpm il 7 giugno scorso con una lettera di intenti inviata al consiglio di amministrazione del Monte. Ma soprattutto, e questo è sicuramente il punto centrale, l'offerta «non presenta un premio per gli azionisti di Banco Bpm».Per il Banco, il Monte dei Paschi ha offerto 1,567 nuove azioni Mps per ogni azione Bpm, per un valore implicito di 16,729 euro per azione e, come spiegato anche da Siena nelle sue comunicazioni al mercato, senza premio rispetto al prezzo ufficiale del 19 agosto, tenendo conto della distribuzione straordinaria prevista dal Monte.

In realtà se si considera che le azioni di Siena inglobano anche il premio dell'Offerta di acquisto e scambio lanciata da Intesa Sanpaolo, secondo alcuni osservatori la proposta avanzata nei confronti di Bpm sarebbe a sconto. Il riferimento per il calcolo del prezzo, insomma, dovrebbe essere il valore dei titoli Mps al 5 giugno, ultimo giorno di contrattazione prima del lancio dell'Opas di Intesa, quando il Monte valeva meno di 9 euro per azione.La decisione di ieri di Bpm è stata presa all'unanimità, dunque anche con il voto dei soci francesi del Credit Agricole, titolare del 29,3 per cento del capitale di Bpm. Erano stati gli stessi francesi, a luglio, a fermare i negoziati tra Bpm e Mps per la fusione, spiegando di non vedere una creazione di valore in questa unione, propendendo invece per una integrazione tra le attività italiane del Credit Agricole e Bpm. Le valutazioni finali saranno comunque prese nei tempi e nei modi previsti dalla legge e saranno rese note al mercato.Ieri il Banco ha perso in Borsa un altro 0,5 per cento, dopo i ribassi dei giorni precedenti. I mercati dunque continuano a rimanere scettici sull'esito delle operazioni lanciate dal Monte su Banco Bpm e su Banca Generali.E dopo S&P, ieri anche Moody's ha sottolineato i dubbi sull'esecuzione delle operazioni proposta dal Monte dei Paschi di Siena. Moody's ritiene che le operazioni proposte «possano comportare rischi significativi in termini di esecuzione. La fusione comporterebbe l'integrazione di grandi realtà operanti nei settori bancario, della gestione patrimoniale e dell'investment banking, caratterizzate da modelli di business, infrastrutture operative e culture aziendali diversi. In particolare», spiega Moody's, «Mps sarebbe chiamata a portare a termine molteplici processi di integrazione, tra cui la fusione proposta con Banco Bpm e l'incorporazione di Banca Generali, oltre all'integrazione già in corso con Mediobanca». Le operazioni proposte rimangono quindi soggette, prosegue ancora l'agenzia di rating, «a una «significativa incertezza di esecuzione, tra cui l'approvazione da parte degli azionisti di Mps, il lancio e il completamento con esito positivo delle offerte di scambio proposte e l'ottenimento di tutte le necessarie approvazioni normative, di vigilanza e antitrust».Il fronte politico Ieri intanto c'è stato l'incontro al ministero dell'Economia con il governatore della Toscana Eugenio Giani, la sindaca di Siena Nicoletta Fabio e la presidente della Provincia Agnese Carletti. Uscendo dal Mef, Giani ha riportato l'intenzione del Tesoro di non vendere la quota in Mps. Il Mef ha dovuto precisare di aver «congelato» la quota in Mps per non interferire con le operazioni in corso che vedono coinvolta la banca. Il ministero, viene sottolineato, sta valutando la situazione con «oggettività e imparzialità, seguendo pedissequamente la legge». Giorgetti ha ribadito in più occasioni la neutralità del ministero, spiegando di aver messo in stand by l'Abb (accellerated bookbuilding) sulla quota già dopo l'annuncio dell'offerta di Intesa per non intromettersi in operazioni di mercato. Intanto è atteso per questa settimana il deposito in Consob dell'esposto dei legali di Intesa Sanpaolo sulle modalità di comunicazione della doppia Offerta del Monte.