di
Paolo Virtuani
Timore per siccità estrema, incendi e alluvioni. Danni per l'agricoltura e la pesca. Si teme un'impennata dei prezzi alimentari. Gli esperti: aumento fino a 2 gradi della temperatura del Pacifico. Gli Usa mandano una nave ospedale in Perù
Dopo il Perù, anche El Salvador e Panama hanno dichiarato lo stato di allerta per l'arrivo di quello che i climatologi hanno già chiamato super El Niño, secondo i quali sarà il più intenso della storia delle rilevazioni meteorologiche e porterà il 2027 a essere l'anno più caldo di sempre a livello globale. El Niño, fenomeno ciclico che si innesca con il riscaldamento fino a 2 gradi delle acque superficiali del Pacifico equatoriale sulle coste sudamericane, ha effetti modesti e indiretti in Europa (la zona più lontana da dove si sviluppa), ma gli Stati dell'America meridionale e del Sud-Est asiatico sono molto preoccupati.
El Salvador e PanamaLa ministra dell'Interno di Panama, Dinoska Montalvo, ha annunciato lo stato di emergenza per «trovarsi pronti ad affrontare ciò che potrebbe accadere». La scorsa settimana l'Autorità del Canale di Panama aveva già annunciato che, a causa della carenza d'acqua prevista tra le conseguenze del Niño, dal 3 settembre avrebbe ridotto i transiti da 36 a 34 al giorno e a 32 dalla metà di settembre. Massimo livello di allerta anche a El Salvador per la siccità e il calo del 20% del raccolto di cereali: in agosto sono stati battuti quattordici record di temperatura. Il Perù nei giorni scorsi aveva già dichiarato lo stato di emergenza per quattro mesi nei settori della pesca e dell'acquacoltura. La presidente del Perù, Keiko Fujimori, ha reso noto lo stanziamento di circa 205 milioni di euro per rafforzare la preparazione del Paese di fronte a piogge intense, ma anche a siccità e scarsità idrica causate dal Niño. Gli Stati Uniti hanno annunciato l'invio di una nave ospedale militare sulle coste peruviane più colpite da El Niño.






