Dopo il Perù, che lo ha già fatto a metà mese, ora anche Panama ed El Salvador hanno dichiarato lo stato di allerta di fronte a El Niño, annunciato come fenomeno climatico record da diversi enti internazionali già nei mesi scorsi e che ultimamente ha costretto a ridurre il traffico del Canale di Panama. Il fatto è che El Niño si aggiunge al riscaldamento globale di origine antropica e, secondo gli esperti, potrebbe contribuire a fare del 2027 l’anno più caldo mai registrato. In questo contesto, la ministra dell’Interno panamense Dinoska Montalvo ha annunciato l’istituzione dello stato di emergenza per «essere pronti ad affrontare ciò che potrebbe accadere». La misura dovrebbe in particolare consentire di accelerare le procedure amministrative per far fronte al fenomeno.
La scorsa settimana, l’Autorità del Canale di Panama aveva già annunciato che, a causa della carenza d’acqua, la via interoceanica avrebbe ridotto, a partire dal 3 settembre, il traffico da 36 a 34 transiti al giorno, per poi scendere a 32 a partire dalla metà di settembre. Circa il 5 per cento del commercio marittimo mondiale transita attraverso questo canale lungo 80 chilometri. Più a nord, anche El Salvador ha dichiarato il massimo livello di allerta a causa di El Nino, che sta provocando una siccità generalizzata, mentre ad agosto sono stati battuti 14 record di temperatura, secondo le autorità ambientali. «È stata dichiarata un'allerta rossa a causa di una siccità meteorologica e agricola su tutto il territorio nazionale», ha scritto la Protezione civile nazionale su X. Il provvedimento prevede, tra le altre cose, il monitoraggio delle risorse idriche e delle colture, l'individuazione delle località in situazione di emergenza e il rafforzamento della sorveglianza epidemiologica, ha precisato l'autorità.








