El Niño torna a preoccupare il pianeta. L'allarme arriva dalle Nazioni Unite, che invitano governi e cittadini a prepararsi a una possibile fase climatica caratterizzata da ondate di calore, siccità, alluvioni e tempeste più intense. Il fenomeno naturale, infatti, si verifica ogni due-sette anni quando gli alisei, i venti che soffiano lungo il Pacifico equatoriale, si indeboliscono. Questo permette alle acque superficiali dell'Oceano Pacifico orientale di riscaldarsi oltre la norma. Il risultato è una modifica dei modelli climatici globali: alcune regioni ricevono piogge abbondanti, altre sperimentano lunghi periodi di siccità. Cambiano inoltre le condizioni che favoriscono la formazione di uragani e cicloni tropicali. Storicamente El Niño c'è sempre stato, ma oggi si manifesta in un mondo che si è già riscaldato di circa 1,3 gradi Celsius rispetto all'epoca preindustriale. Ed è proprio questo che preoccupa gli scienziati: la sua combinazione con il riscaldamento globale causato dalle attività umane.

Secondo l'Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO), esiste l'80% di probabilità che El Niño si sviluppi tra giugno e agosto e il 90% di probabilità che persista almeno fino a novembre. Si tratta del segnale più forte finora registrato sull'imminente ritorno del fenomeno. Alcuni modelli climatici indicano la possibilità di un El Niño particolarmente intenso, il più forte dell'ultimo decennio. Gli esperti invitano alla prudenza, perché l'intensità finale resta ancora incerta, ma riconoscono che i segnali osservati negli oceani sono significativi. I dati provenienti da satelliti, boe e galleggianti oceanici indicano un'enorme ondata di acqua insolitamente calda – in alcuni punti con temperature superiori di oltre 6°C alla media – che si sta spostando verso est attraverso il Pacifico, a centinaia di metri di profondità. Il calore di queste acque "non ha eguali rispetto ad alcuni dei più forti eventi di El Niño che abbiamo mai visto", ha affermato Michelle L'Heureux, scienziata presso il Climate Prediction Center dell'agenzia scientifica statunitense NOAA, alla Bbc.