Il clima mondiale sarà condizionato, nei prossimi mesi, da un super riscaldamento delle acque dell’Oceano Pacifico: cosa significa e quali conseguenze ci aspettano
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Uno dei più forti mai registrati se non “il” più forte di sempre: è questo l’avvertimento lanciato dalle Nazioni Unite sul fenomeno chiamato “El Nino”, ovvero l’anomalo riscaldamento delle acque dell’Oceano Pacifico che condiziona in modo importante l’andamento della circolazione atmosferica.L’allarme sul climaGià da mesi si parlava di El Nino, dunque non è una novità assoluta ma la tensione è cresciuta dopo il vertice di Ginevra a cura dell’Omm (Organizzazione meteorologica mondiale). I più importanti modelli matematici mondiali indicano che l’intensità di questo fenomeno possa essere molto forte e formarsi già durante l’estate. “Un evento da record”, ha puntualizzato alla Bbc il professor Adam Scaife, responsabile delle previsioni al Met Office del Regno Unito, mentre il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, senza giri di parole ha spiegato che tutto il mondo “deve considerarlo l'urgente allarme climatico che è”.Cosa succede con El NinoLe acque del Pacifico più profonde, secondo i rilevamenti di boe, radar e satelliti, presentano temperature insolitamente sopra la media (anche di 6°C). Ciò significa che in superficie le cose potrebbero andare molto peggio. Quando arriva El Nino, di solito, viene sconvolta la classica circolazione dei venti Alisei con le correnti d’acqua (calda) che invece di spingersi verso l’Asia, quindi ovest, vanno in direzione opposta verso Ovest, dunque verso le Americhe. In questo caso, le piogge si intensificano su quell’area con un conseguente aumento anche di inondazioni ma la problematica è a scala globale.In pratica, aumenta il vapore acqueo nell’atmosfera e dunque anche i fenomeni violenti e intensi vista l’elevata quantità di energia in gioco. El Nino è tutto il contrario de “La Nina”, quando le acque del Pacifico si raffreddano più della media.











