Sullo stesso argomento:
a
Non bastava al Campidoglio l’avere già stimato una spesa di tre milioni di euro in sei mesi solo per l’accoglienza degli ex occupanti abusivi dello Spin Time, evacuati dal palazzo dopo l’incendio scoppiato lo scorso 29 luglio. Ora si punta ad «attivare la solidarietà dei residenti dell’Esquilino e, se necessario, dei quartieri limitrofi» - questo scrive il dipartimento Politiche sociali - con l’obiettivo di far tornare al più presto nel rione coloro a cui un alloggio è stato già offerto, ma lontano dal Centro. Secondo gli attivisti di Spin Time infatti le famiglie ex occupanti devono restare il più vicino possibile a via di Santa Croce in Gerusalemme per «non disperdere la comunità». Ecco quindi la pronta risposta del Comune: i romani dovrebbero offrire casa propria.
Questo suggerisce l’associazione «Poleis - Polo civico Esquilino», destinataria di un affidamento diretto da 139.400 euro per quattro mesi (60 giorni prorogabili per altri 60) approvato dal dipartimento Politiche sociali alla vigilia di Ferragosto. Il progetto si chiama «Casa Esquilino» e a presentarne le modalità è la stessa associazione, che già ha assistito gli evacuati in quasi un mese di accampamento fuori dal palazzo e a cui il 14 agosto il dipartimento ha richiesto la «disponibilità all’esecuzione urgente». Casa Esquilino, quindi, «chiede a tutte e tutti di aprire le braccia e le porte della propria casa, mettendo a disposizione forme di ospitalità condivisa e solidale». Per chi aderirà «è prevista la possibilità di accedere a un contributo per la copertura delle spese sostenute attraverso un Fondo solidale finanziato da Roma Capitale».












