Presidio fuori dall'edificio di via Santa Croce in Gerusalemme (Lapresse)

Le circa 400 persone rimaste fuori dal palazzo del quartiere Esquilino a Roma hanno trovato alloggi temporanei. Il presidio continua: “Una casa deve permettere di vivere il proprio quartiere”.

Dopo tre settimane dall’incendio della sera del 29 luglio e dal mancato rientro nel palazzo di Spin Time – diventato di fatto uno sgombero -, tutte le circa quattrocento persone che nello stabile ex Inpdap nel quartiere Esquilino a Roma avevano la loro casa hanno trovato una sistemazione temporanea. Alcune famiglie devono ancora lasciare il presidio, ma dovrebbero farlo nei prossimi giorni. L’emergenza, però, per gli attivisti non è chiusa: "Fino a quando l’emergenza non potrà dirsi chiusa, il nostro presidio rimarrà a via Santa Croce in Gerusalemme".

Gli sforzi del Comune per trovare alloggi temporanei Nei giorni successivi allo scoppio dell'emergenza, il sindaco Roberto Gualtieri ha dato disposizione con un'ordinanza di trovare una sistemazione temporanea per gli abitanti dello stabile. Priorità è stata data a quelle famiglie con bambini o disabili e agli anziani. La ricerca di alloggi per i 127 nuclei familiari è stata complessa e si è articolata in circa tre settimane. In pieno agosto, spiegano da Spin Time, sarebbero state poche e non sempre adatte a ospitare decine di persone per periodi lunghi. "Tra gli alloggi trovati ce ne sono alcuni che non sono in condizioni per ospitare decine di persone per molti mesi – scrivono gli attivisti in un comunicato -. In alcuni casi non è stato possibile pulire a fondo le case, in altri non è possibile cucinare né conservare il cibo. In alcuni casi, come quelli delle foresterie, manca qualsiasi parvenza di privacy, che in questa situazione di emergenza è purtroppo un ricordo da settimane per chi ha dormito in strada". Spin Time: "Le famiglie vogliono restare nel loro quartiere" Un altro problema riguarderebbe la distanza. Le soluzioni individuate sarebbero sparse in diversi punti della città e, in alcuni casi, anche oltre il Grande Raccordo Anulare. "Quattrocento residenti di Spin Time hanno un diritto che è stato infranto – prosegue il comunicato -: il diritto a vivere il loro quartiere. Una casa può dirsi tale quando consente alle persone di vivere la propria vita: curarsi, lavorare, crescere i figli e mantenere le proprie relazioni". Per questo è stato avviato un tavolo permanente con l’obiettivo di affrontare le criticità emerse e migliorare le condizioni delle sistemazioni temporanee.