Anthropic e Amazon, secondo inchieste giornalistiche, acquistano grandi quantità di volumi, li smembrano e li usano per addestrare l'intelligenza artificiale. Un libraio italiano conferma: «Piazzati un centinaio di volumi in circa tre settimane». Chi c'è dietro gli acquisti massivi: il caso Zoom Books
Acquistare enormi quantità di libri, a volte anche rari e fuori catalogo, portarli in un magazzino, farli a pezzi per poi scansionare i testi più comodamente e darli in pasto all'intelligenza artificiale per migliorare l'addestramento di modelli sempre più voraci. Prima Anthropic, ora Amazon, con il sospetto che sia molti i colossi dell'intelligenza artificiale coinvolti in questa pratica, perfettamente legale ma molto disturbante per chiunque abbia a cuore l'oggetto libro (qui abbiamo spiegato perché accade). Ma per chi i libri li vende, l'opportunità di recuperare valore da cataste di volumi abbandonati a prendere polvere in magazzino da anni, a volte da decenni, è indubbia.Mirko (ha preferito non divulgare il suo cognome) gestisce un’importante libreria del Centro Italia. Lo abbiamo contattato dopo che ci siamo imbattuti in una descrizione della sua attività su un sito Web (AbeBooks, di proprietà Amazon) che funge da intermediario per la vendita dei libri a livello internazionale. Nella presentazione, la libreria cita esplicitamente la possibilità di vendere libri, anche in grandi volumi, proprio a quelle aziende che acquistano tomi, anche rari, al fine di addestrare l’intelligenza artificiale.








