di Marianna Peluso
Dallo spazio necessario nel freezer alla scelta dei gusti, fino al momento giusto per servirlo: l'esperto di bon ton Nicola Santini spiega come portare il gelato quando si è invitati a cena e gli errori da evitare. «Meglio un contenitore per ogni gusto. E i topping vanno sempre serviti a parte»
Il gelato è il simbolo per eccellenza della convivialità informale, ma portarlo a cena da amici o servirlo a tavola nasconde insidie che il galateo non può ignorare. A differenza di una torta secca, che si appoggia su una credenza, il gelato richiede spazio nel congelatore, tempistiche precise e un servizio adeguato. A fare chiarezza è Nicola Santini, esperto di bon ton, scrittore, giornalista e volto televisivo. La regola dell'invito«La prima discriminante riguarda il grado di confidenza con chi ci ospita», spiega subito Santini. «Portare il gelato non è mai un'opzione da prendere in considerazione per un primo invito o per una cena formale: è un dolce che si porta quando si è in confidenza e, soprattutto, dopo aver preventivamente concordato la scelta con i padroni di casa». Il gelato, inoltre, non dovrebbe mai arrivare a sorpresa perché, sottolinea l'esperto, «il freezer di chi ospita potrebbe già essere colmo o non avere spazio sufficiente per una adeguata conservazione». La scelta dei gustiAl momento dell'acquisto, meglio evitare di mescolare nella stessa vaschetta gusti molto diversi tra loro. «Se in un contenitore solo mi ritrovo il pistacchio, l'ananas, la panna o chissà che altro, sapori e colori finiscono inevitabilmente per mescolarsi, con un risultato poco gradevole anche alla vista», chiarisce Santini. La soluzione dell'esperto è «dedicare un contenitore per ogni gusto e limitarsi a un massimo di quattro varianti». Per non scontentare nessuno, poi, «è sufficiente accoppiare un classico gusto alla frutta con una base cremosa o al cioccolato. Eventuali sperimentazioni, come il passion fruit o il caramello salato, dovranno viaggiare separate». Come trasportarloAnche la confezione richiede un occhio di riguardo: se il polistirolo della gelateria è la via più comune, «dal punto di vista dell'eleganza andrebbe evitato o quantomeno camuffato». L'esperto consiglia di optare per soluzioni più raffinate: «L’ideale sarebbe andare in gelateria con contenitori propri a uso alimentare, tanti quanti i gusti scelti così da non mescolare sapori e colori. Utile, in questo caso, accertarsi che la gelateria accetti di riempirli». Va detto che la normativa italiana consente, nell'ambito della vendita di prodotti sfusi o alla spina, l'utilizzo di contenitori propri purché riutilizzabili, puliti e idonei all'uso alimentare. L'esercente può tuttavia rifiutarli se li ritiene igienicamente non idonei (articolo 7, comma 1-bis, del decreto-legge 14 ottobre 2019, n. 111 lo consente). «In questo modo — continua Santini — il contenitore potrà essere riposto in freezer e, a fine pasto, pronto per essere servito, senza bisogno di travasare. Se invece il gelato arriva nella classica vaschetta, basta qualche accorgimento per presentarlo in modo più elegante. Ad esempio, si può utilizzare un cestino che nasconda la confezione quando viene portata in tavola».






