L’ossicombustore di Peccioli, l’impianto che è l’ultimo passaggio per i rifiuti non riutilizzabili di una bella fetta di Toscana, è inciampato sulle perplessità, per usare un termine edulcorato, dell’assessore regionale all’ambiente, David Barontini dei 5 Stelle (nella foto), con il successivo intervento del presidente Giani, per cui la posizione non è quella della giunta regionale.

L’inciampo, il primo di rilievo per la nuova maggioranza regionale con i pentastellati, dà vita a una serie di considerazioni, tra cui quella, riferita all’inceneritore di Montale, anch’esso un po’ discusso, dell’onorevole Marco Furfaro, membro della segreteria nazionale Pd, che, secondo alcune indiscrezioni, individuerebbe nella retromarcia sul gassificatore dell’allora sindaca di Empoli, Brenda Barnini, ora consigliera regionale, l’elemento che ha complicato la questione di Montale, tema che sta a cuore al parlamentare, eletto nel Pistoiese.

Quindi, se Giani ha per ora stoppato gli effetti negativi della posizione del suo assessore Barontini, nella nostra ottica resta il ’duello’ ormai datato, tra il membro della segreteria del Pd, Furfaro, e la consigliera regionale Barnini. Tutto ruota intorno al problema dei problemi: il fatto che nessuno vuole nei dintorni di casa sua un impianto di smaltimento per i rifiuti non riciclabili, che porta sì benefici economici (si produce energia), ma è visto come un pericolo da cui ci si deve difendere per evitare che la struttura sorga vicina a casa propria.