Vedere la propria vita che sta per "fuggire via in una notte" e restarci attaccati ancora più forte. Non aver paura di mostrare le ferite, che non sono solo quelle del corpo, e andare avanti, perché quella stessa vita "non voglio più perderla". Sono le parole di Leonardo B., 16 anni, che in un’intervista all’Ansa racconta che quella terribile strage di capodanno la vuole allontanare da se: "A Crans-Montana non ci voglio tornare, lo voglio cancellare", afferma. Le fotografie lo mostrano sul divano di casa con i suoi genitori, Loretta e Gabriele, che per tre giorni non hanno saputo se il loro figlio fosse vivo o morto.

Leonardo è stato infatti identificato all’ultimo con un test del dna. Oggi, in una foto, accenna a un sorriso. In un altro scatto è nella sua cameretta, accanto al pallone da calcio. Una delle sue grandi passioni. Le bende che coprono le ustioni. Leonardo è rimasto ricoverato al Niguarda di Milano per più di sei mesi, così come i suoi compagni di classe, Sofia, Kean e Francesca. Tutti alunni della 4D del Liceo Virgilio, tutti gravemente feriti nel rogo costato la vita a 41 persone. Ora i quattro compagni di classe sono a casa e queste sono istantanee che raccontano il miracolo di un "piccolo grande passo", come lo definiva Stefano, papà di Francesca, l’ultima ad essere dimessa, dopo 224 giorni in una stanza di ospedale: la graduale riconquista della quotidianità. Ma la strada è ancora lunga.