"Sui Moretti non penso niente, non mi interessano, mi interessa solo la mia vita. L'ho vista sfuggire una notte e non voglio più perderla". E' quanto ha detto all'ANSA Leonardo Bove, 16enne milanese rimasto gravemente ferito nel rogo di Crans-Montana e dimesso dall'ospedale Niguarda dopo sei mesi e mezzo. "Dico solo che dovrebbero prendersi le loro responsabilità, sono un uomo e una donna adulta: si sono presi la responsabilità di aprire un locale, devono prendersi la responsabilità anche per quello che è successo", ha spiegato. A Crans-Montana, non tornerà mai più: "Non ci voglio tornare, lo voglio cancellare dalla mia vita".
"Siamo indignati soprattutto per quanto successo in questo periodo, lui è in carcere solo ora. È un dolore incredibile che i Moretti abbiano dato così poco peso a tutti i ragazzi che non ci sono più e a tutti i ragazzi che stanno lottando in tutte le condizioni. Per noi è assurdo, sono senza parole": è quanto ha detto all'ANSA Loretta Arapi, madre di Leonardo Bove. "Siamo stati lontani da tutto ciò che è successo - prosegue - e lo abbiamo tenuto in disparte perché eravamo preoccupati solo per Leo. Adesso ho una rabbia, ce l'avevo un pochino anche prima ma ero troppo preoccupata per mio figlio e abbiamo letto e guardato poco. Adesso non ci posso credere". Durissimo anche il giudizio sul sindaco di Crans-Montana Nicolas Féraud, indagato nell'inchiesta su Le Constellation: "Credo sia una delle persone più viscide che abbiamo incontrato, con questa faccia.., non abbiamo neanche capito se avesse delle emozioni - spiega la mamma di Leonardo - Noi eravamo lì disperati, genitori che avevano appena saputo che il loro figlio non c'era più, noi abbiamo vissuto la disperazione, e io non lo auguro davvero a nessuno, tra pianti e silenzi. E quest'uomo era lì, impassibile. Davvero ci siamo chiesti 'ma noi con chi abbiamo a che fare?'. E da lì abbiamo capito come andrà il processo, perché lui è intoccabile". "Spero nella giustizia ma ho forti dubbi, sembra che giustizia sia una parola che fa quasi sorridere in quel Cantone che ha una legge tutta sua particolare", aggiunge Gabriele Bove, il padre di Leonardo.












