Dopo sei mesi e mezzo al Niguarda, Leonardo Bove è tornato a casa. Il 16enne, gravemente ferito nel rogo di Crans-Montana, vuole lasciarsi alle spalle quella notte: “Ho visto sfuggire la mia vita, non voglio più perderla”. La mamma: “I Moretti non hanno dato nessun peso ai ragazzi”.

Dopo sei mesi e mezzo di ricovero all'ospedale Niguarda di Milano, Leonardo Bove è finalmente tornato a casa. Ha 16 anni, una lunga riabilitazione ancora davanti e il ricordo di quella notte di Capodanno in cui ha rischiato di morire nell'incendio del locale Le Constellation di Crans-Montana, in Svizzera. Oggi, però, il ragazzo prova soprattutto a guardare avanti.

"Sui Moretti non penso niente, non mi interessano, mi interessa solo la mia vita. L'ho vista sfuggire una notte e non voglio più perderla", ha raccontato all'Ansa. Leonardo non vuole tornare a Crans-Montana: "Non ci voglio tornare, lo voglio cancellare dalla mia vita". Il suo obiettivo è riprendersi quella normalità che la tragedia gli ha portato via. Le medicazioni richiedono ancora due o tre ore al giorno, c'è la fisioterapia quotidiana e ci sono altre operazioni da affrontare. Ma il ragazzo ha già fissato alcuni traguardi: tornare a scuola, andare allo stadio a tifare per la sua Inter e, soprattutto, tornare a giocare a calcio. "Tempo un anno rimetto a posto pelle e articolazioni e torno a giocare a calcio", dice. Il giorno in cui la famiglia seppe che Leonardo era vivo Per i suoi genitori, Gabriele Bove e Loretta Arapi, quei mesi sono iniziati con tre giorni di angoscia assoluta. Leonardo era stato a Crans-Montana per la prima volta e avrebbe dovuto rientrare a Milano il primo gennaio. Dopo il rogo, però, risultava tra i ragazzi ancora da identificare.