"Le ondate di calore marino con temperature uguali o prossime ai 30 gradi sono una forte anomalia termica per il bacino dell’Adriatico e sono pericolose per la vita marina". È l’analisi del professore Pierpaolo Falco, docente del dipartimento di Scienze della vita e dell’ambiente della Politecnica delle Marche, che gestisce la boa oceanografica Fortunae, posizionata due miglia al largo di Fano, realizzata dall’Università in collaborazione col Cnr, per monitorare la qualità delle acque marine.
Professor Falco, un agosto difficile per il mare Adriatico? "Nel mese di agosto l’Adriatico ha registrato un periodo molto prolungato di temperature superiori ai 29 gradi, col picco dei 30 gradi nel pomeriggio del 13 agosto: questo è un elemento di forte allarme e possiamo dire che dal punto di vista delle temperature le cose non vanno bene".
È vero che negli ultimi anni le temperature registrate sono state sempre più elevate? "Purtroppo i 30 gradi (o quasi) non sono una novità. Negli ultimi anni, in alcune serie locali di osservazioni di temperatura (compresa la serie raccolta dalla boa Fortunae) si osservano episodi con un primo massimo precoce tra giugno e luglio, e un secondo massimo più tipico ad agosto. Alle nostre latitudini e nel nostro emisfero, la temperatura massima estiva delle acque superficiali si raggiunge ad agosto, ma dai dati raccolti negli ultimi anni stiamo osservando in alcuni casi un doppio massimo, cioè un primo picco già tra la fine di giugno e il mese di luglio, seguito dal massimo più classico di agosto".










