La diffusione della peste suina africana, malattia non trasmissibile all’uomo ma letale per i suidi, richiede massima attenzione e il...La diffusione della peste suina africana, malattia non trasmissibile all’uomo ma letale per i suidi, richiede massima attenzione e il rispetto di rigide norme di biosicurezza per prevenire il contagio. A rilanciare le regole imposte dalle autorità sanitarie è una nota del Comune di Lizzano in Belvedere che si concentra su quanto previsto per escursionisti, cercatori di funghi e tartufi, obbligati ad adottare comportamenti responsabili.

Il parcheggio è consentito solo in aree dedicate o su asfalto, occorre calzare scarpe dedicate sul posto, rimanere sui sentieri tracciati e non campeggiare fuori dalle zone attrezzate. A fine giornata bisogna riporre le calzature in un sacco, disinfettarle con candeggina o ammoniaca e lavare gli abiti a casa. È richiesto di non accedere agli allevamenti per 48 ore. I cani vanno tenuti al guinzaglio e le loro zampe lavate con acqua e sapone neutro. Per i gruppi sopra 20 persone serve un protocollo Ausl.

Eventuali cinghiali morti vanno subito segnalati con coordinate Gps al Servizio Veterinario Ausl, chiamando il numero 051 6092124. Attualmente, nel territorio dell’Appennino bolognese rientrano tra i Comuni interessati dalle restrizioni anche Alto Reno Terme, Camugnano, Gaggio Montano, Castiglione dei Pepoli e Castel di Casio.