HomeArezzoCronacaInseguimento fatale: il giallo della fuga. Morte di Tony, disposta l’autopsiaAperta un’inchiesta sulla tragica fine del dipendente comunale. Dalla paura di una sanzione alle tensioni personali celate: i punti interrogativi dopo lo schianto di Pieve. Resta lo sconcerto per la scomparsa dell’operaio comunale ritratto da tutti come persona rigorosaIl punto dell’impatto con la ruota che si è staccata e la Suzuki Grand Vitara che si è fermata diversi metri più avantiRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciPieve Santo Stefano, 26 agosto 2026 – Verrà eseguita l’autopsia sul corpo di Tony Annibali, il 47enne di Pieve Santo Stefano morto nella notte fra domenica e lunedì, quando al volante della sua Suzuki Grand Vitara – dopo che non si era fermato all’alt dei carabinieri – è andato a schiantarsi contro un muretto di protezione a lato della provinciale 77 (ex statale 3 bis) poco fuori del centro abitato del paese. Sulla vicenda è stata dunque aperta un’inchiesta e non appena il magistrato restituirà la salma alla famiglia, saranno celebrati i funerali, ma bisognerà attendere ancora qualche giorno.

Cosa sappiamo

Questa è al momento l’unica certezza all’indomani del tragico incidente che ancora continua a lasciare incredula la comunità pievana, ma d’altronde era normale che così si procedesse, se non altro per cercare di capire se vi possa essere stato un qualcosa di scatenante da indurre la vittima, solitamente disciplinata nel suo lavoro e nel suo modo di fare, a proseguire dritta davanti al preciso ordine dei militari dell’Arma. Ed è proprio il comportamento di Annibali che mescola i sentimenti di coloro che lo conoscevano, combattuti fra il dolore per la perdita di una brava persona e i punti interrogativi sul motivo di questo rifiuto, dal quale è poi originata la tragedia.