Èancora un giallo l'omicidio di Dino Carta, il personal trainer di 42 anni assassinato a Foggia lunedì scorso mentre portava a spasso il cane a pochi passi da casa, in via Caracciolo.

Le indagini della Procura e degli investigatori si stanno concentrando in queste ore sull'analisi dei filmati registrati dalle telecamere di videosorveglianza della zona e sul telefono che la vittima aveva in tasca la sera del delitto. Sulla dinamica dell'aggressione le prime risposte potranno arrivare dall'autopsia, che sarà eseguita lunedì.

Tra gli elementi di indagine già restituiti dagli audio e dai video analizzati in questi giorni, c'è la figura di una persona, ripresa da una telecamera di videosorveglianza distante qualche decina di metri dal luogo del delitto, con il capo coperto da un cappuccio, in transito su una bici sullo stesso tragitto percorso dalla vittima. Di quella bici si perderebbero le tracce in viale Ofanto, una parallela a due isolati dalla strada dell'agguato. Gli investigatori hanno già ascoltato diverse persone, amici, familiari e conoscenti di Carta, scavando nella vita privata e professionale del 42enne.

Stando a quando ricostruito fino ad ora e riferito dal legale della famiglia, non c'è stato nulla quella sera che potesse far pensare a qualche preoccupazione. Dino Carta aveva cenato con la sua famiglia e aveva anche inviato una foto della cena ad un amico collega personal trainer con cui avrebbe scherzato durante la serata. Segno che, come spiegato dall'avvocato Michele Vaira, "non ci fosse alcun elemento che lo turbasse".