Il mercato premia la scelta degli Stati Uniti e del segretario del Tesoro Scott Bessent (lo stesso che la scorsa settimana ha ridato fiato ai Treasury con l'annuncio di un maxi-buyback obbligazionario) di cambiare approccio verso l'Iran: dalla guerra con missili e droni al logoramento economico.Il piano di sanzioni rivolte a Teheran annunciato nella serata di lunedì e presentato come «il D-day economico» contro l'Iran ha sortito da subito i suoi effetti sule quotazioni delle materie prime.

Il petrolio è sceso di circa il 3% nei principali indici di riferimento, con i future sul Brent scivolati sotto i 90 dollari al barile.

La speranza del mercato è che la scelta di stringere l'Iran alle corde dal punto di vista economico possa spingere Teheran a più miti consigli circa il traffico sullo stretto di Hormuz, scongiurando il prolungarsi di un conflitto che potrebbe presto avere il suo effetto domino sull'inflazione e sulla tenuta dell'economia globale.La reazione alle sanzioni non è stata accolta in modo ugualmente pacifico: la Cina, ad esempio, potrebbe avere ripercussioni se continuasse ad acquistare petrolio iraniano (la pressione economica di Washington colpirà anche i Paesi con cui Teheran intrattiene relazioni commerciali).