Cosa c’è di più inconsueto dei best seller del passato, che sono stati letti sotto gli ombrelloni dei nostri genitori, nonni e bisnonni? Ecco qui una piccola rassegna. C’è chi vede nei libri di ricette – nei parti creativi delle Parodi e delle Clerici – un segno inequivocabile della decadenza letteraria di oggi. Eppure nel 1891 il best seller lo mise a segno proprio Pellegrino Artusi con La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene (Vallardi). Un successo che colse di sorpresa perfino l’autore, che aveva contribuito di tasca sua alle spese della prima tiratura. 790 ricette che finirono il lavoro cominciato da Garibaldi: l’Italia si scoprì davvero unita nella sua eccellenza gastronomica. I romanzi chick-lit erano ancora lontani dal comparire quando nel 1931 Liala pubblicò Signorsì (Sonzogno) storia torbida di una donna contesa da due aviatori. La prima edizione andò esaurita in venti giorni e la popolarità di Liala crebbe a dismisura, finché le sue storie non vennero prese come paradigma di un sentimentalismo indigesto. Nel 1948 Giovannino Guareschi pubblicò Don Camillo (Rizzoli) e fornì all’Italia post bellica una griglia interpretativa che ha funzionato fino al crollo del muro di Berlino: preti e compagni. Rocco e Antonia (alias Marco Lombardo Radice e Lidia Ravera) nel 1976 arrivarono in cima alla top ten grazie a Porci con le ali (Mondadori). Il diario sesso-politico di due adolescenti – il sottotitolo – si pose come spartiacque tra i figli dei fiori e gli anni di piombo. Forse il miglior best seller italiano di sempre, nella percezione comune, è stato Il nome della rosa di Umberto Eco (Bompiani e La nave di Teseo). Era il 1980 e di lì a poco sarebbero comparse le prime rudimentali consolle di videogiochi. Ma quell’anno, per fuggire dalla realtà, bastò il giallo in salsa medievale di un emerito professore di semiotica. La critica si divise tra apocalittici e integrati: ottima merce di consumo o arte? In molti avevano ancora impressa nella mente l’avventata uscita di Zenga che permise all’Argentina di pareggiare nella semifinale dei Mondiali quando nel 1991 Gino e Michele sfornarono il best seller Anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano (Dalai). Taglia e cuci di battute comiche, non libro per eccellenza (ma il montaggio è un’operazione autoriale, lo sapeva già Ejzenštejn), il volumetto ebbe una fortuna sfacciata e numerose varianti e imitazioni.
Best seller del passato
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