Recentemente, all’Alcatraz di Milano, lo si è visto sul palco, solito ciuffo, appesantito dai chili e dagli anni alla guida dei suoi Public Image. Ma lo spirito di Johnny Lydon è sempre indomito e beffardo come nell’estate del 1976, quando faceva le boccacce al rock istituzionale – e alle istituzioni senza rock. Quando era volto e voce dei Sex Pistols e portavoce di una generazione che voleva cambiare le regole. Nella musica, ma anche nella moda, nella letteratura, nel cinema e perfino nella politica. La Gran Bretagna era allora addormentata? Londra in crisi d’identità? Ci avrebbero pensato i Sex Pistols a risvegliare le menti, insieme agli altri gruppi del movimento punk: Sham 69, The Damned, Buzzcocks, Siouxsie and the Banshees, U.K. Subs, Toyah Willcox, i Generation X di Billy Idol. E nell’elenco vanno inseriti anche i più politicizzati Clash di Joe Strummer e i più modaioli Jam di Paul Weller. Tutti nomi i cui vinili, scatenati al limite del brutalismo sonoro, sono ormai rigati dall’uso, veri reperti archeologici nell’odierna modalità di musica liquida.
foto di Chris Killip, Magnum photos
Anche nell’estate 1976, proprio come in questo 2026, Londra soffocava nel caldo. “The summer of heat”, sarà ricordata negli annali. Furono settimane caotiche per una serie di disordini sociali e scontri con la polizia durante il Carnevale di Notting Hill, animato dalla grande comunità caraibica della città. E a incendiare ancora di più animi e corpi ci pensò un manipolo di ragazzi nati nel cuore degli anni 50. Erano i fratelli minori di chi, solo pochi anni prima, aveva portato in classifica Beatles, Rolling Stones, Led Zeppelin, Genesis, Pink Floyd. Una differenza d’età minima eppure pesante: soprattutto i barocchismi del progressive rock erano presi di mira dai nuovi musicisti e fan che reclamavano spazio. La scintilla dell’incendio si potrebbe far risalire al 4 luglio 1976. Proprio mentre gli Stati Uniti celebravano il bicentenario dell’Indipendenza, alla Roundhouse di Camden si esibivano gli americanissimi, anzi newyorkesi, Ramones, tutti jeans e chiodi di pelle, ambasciatori di quel suono grezzo Made in Usa che è stato un punto di riferimento, pur con importanti differenze, per i colleghi inglesi (Blondie, Suicide, gli Stooges di Iggy Pop, Television, Patti Smith, Lou Reed e Walking on the Wild Side). E per esprimere l’urgenza della ribellione venne recuperata una parola usata secoli prima anche da William Shakespeare nella commedia Misura per misura, con il significato di “prostituta”, e poi slittata verso altri campi semantici (ribelle, fannullone, poveraccio, vagabondo).









