Dalle scritte "White Power" sui muri di San Giovanni Valdarno alla rete online dell'estrema destra: cinque minorenni, alcuni appena sopra i 14 anni, sono finiti al centro di un'inchiesta della procura per i minorenni di Firenze su estremismo online e radicalizzazione di giovanissimi.

Per loro è arrivato adesso l'avviso di conclusione delle indagini, con accuse di propaganda e istigazione a delinquere per discriminazione razziale, etnica e religiosa. Secondo quanto emerso, non si tratta "solo" di adolescenti che condividevano online contenuti estremisti: alcuni - secondo l'impostazione accusatoria - avrebbero avuto un ruolo attivo nella propaganda e nella diffusione di contenuti razzisti e suprematisti, all'interno di una rete più ampia.

L'indagine della Digos di Arezzo, coordinata dalla Procura minorile di Firenze, partì nel marzo 2025, dopo la comparsa nel parcheggio "Dalla Chiesa" di San Giovanni Valdarno di scritte come "White Power", "Italia agli italiani", "Nuova Italia". A denunciare pubblicamente l'episodio, oltre un anno fa, era stata la sindaca Valentina Vadi.

Da quell'episodio gli investigatori hanno progressivamente ricostruito una rete di giovanissimi attiva soprattutto sui social e inserita in un circuito di ispirazione nazista, fascista e suprematista, con contatti e ramificazioni anche fuori dalla Toscana. Il primo passaggio decisivo arrivò il 31 luglio 2025, quando la Digos eseguì 22 perquisizioni in diverse città italiane, quattro delle quali in Toscana. Tra i destinatari c'erano anche due minorenni aretini, di 14 e 17 anni, oltre a un quindicenne di Firenze e a un minore di Livorno.