HomeArezzoCronacaMinori con la divisa da SS. Cinque ragazzini radicalizzati sui socialHanno tutti fra i 14 e i 17 anni, la Digos di Arezzo ha concluso le indagini. Propaganda e istigazione a delinquere per discriminazione razziali. Trovati documenti suprematisti, abbigliamento militare e passamontagna. .In alto alcuni manifestanti di estrema destra (archivio). Sotto le scritte ad ArezzoRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguici(Arezzo) Prima le scritte sui muri. Poi le chat, i simboli, i video e una rete digitale che, secondo gli investigatori, aveva trasformato la propaganda estremista in qualcosa di più di una semplice bravata adolescenziale. È da San Giovanni Valdarno che prende le mosse l’inchiesta della Digos di Arezzo sulla radicalizzazione di cinque minorenni, alcuni dei quali appena sopra i 14 anni. Per loro la Procura per i minorenni di Firenze ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini, contestando propaganda e istigazione a delinquere per discriminazione razziale, etnica e religiosa.

Tutto comincia nel marzo 2025, quando nel parcheggio Dalla Chiesa compaiono scritte come "White Power", "Italia agli italiani" e "Nuova Italia". A denunciarle pubblicamente fu la sindaca Valentina Vadi. Ma dietro quelle frasi, secondo gli investigatori, non c’era soltanto un gesto isolato. Gli accertamenti della Digos avrebbero portato alla luce un gruppo di giovanissimi attivo soprattutto sui social, con riferimenti a ideologie naziste, fasciste e suprematiste e collegamenti anche oltre i confini toscani.