È di 5 indagati minorenni per propaganda d’odio e apologia di ideologie eversive il bilancio di una complessa indagine condotta dalla Polizia di Stato nella provincia di Arezzo. L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze, ha permesso di ricostruire le attività di un gruppo riconducibile all’estrema destra, attivo nel territorio del Valdarno, e di contestare i reati previsti dall’art. 604 bis c.p. comma 1 e 2.
Origine e sviluppo dell’indagine
Come indicato dal portale ufficiale della Polizia di Stato, l’indagine è stata portata avanti dalla DIGOS di Arezzo sotto la guida del Dirigente Marco Nottebella, con il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze, rappresentata dal Procuratore dott.ssa Roberta Pieri. L’attività investigativa ha avuto una durata di oltre un anno e si è conclusa con l’emissione di un avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di alcuni giovani attivi nella provincia aretina e riconducibili ad ambienti dell’estrema destra.L’inchiesta ha preso avvio dal monitoraggio di piattaforme social e canali di messaggistica istantanea. Su questi spazi digitali sono stati individuati contenuti inneggianti all’ideologia nazifascista, messaggi discriminatori e materiale propagandistico riconducibile a gruppi di estrema destra. Gli investigatori hanno approfondito diversi episodi, tra cui la comparsa nel territorio del Valdarno di scritte come “WHITE POWER”, “ITALIA AGLI ITALIANI”, “NUOVA ITALIA” e “ANTIANTIFA”.Modalità operative e materiali sequestrati











