HomeArezzoCronacaInneggiano al nazifascismo sui social. Chiuse le indagini su cinque minorenniL’attività investigativa ha preso avvio dal monitoraggio di piattaforme web e canali di messaggistica dopo le scritte apparse sui muri di San Giovanni. Si vestivano anche con le divise delle SS.Scritte rivendicative sono apparse in varie città del Valdarno, una di queste all’ingresso del parcheggio Dalla Chiesa a San Giovanni a marzo del 2025Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciPropaganda nazifascista sui social e non solo. Si chiude dopo oltre dodici mesi di indagini riservate l’inchiesta della Digos aretina su di un gruppo di giovanissimi di estrema destra attiva tra Arezzo e il Valdarno. Cinque ragazzi, tutti minorenni al momento dei fatti, hanno ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini preliminari firmato dalla Procura per i minorenni di Firenze, guidata da Roberta Pieri. L’accusa per tutti è pesante: propaganda e istigazione all’odio razziale, etnico e religioso, fattispecie prevista dall’articolo 604 bis del Codice penale.
A far scattare gli accertamenti, oltre un anno fa, non è stata una denuncia bensì il lavoro silenzioso di monitoraggio della Polizia. Nel mirino sono finiti canali Telegram, chat private e profili social dove giravano con insistenza simboli, slogan e video inneggianti al nazifascismo. Un archivio di odio digitale che, secondo gli investigatori, non si limitava alla bravata goliardica. Prova ne è che dai social a imbrattare il territorio il passo è stato relativamente breve; sempre negli stessi mesi, sui muri di alcuni comuni del Valdarno - tra cui quello dell’ingresso del parcheggio Dalla Chiesa a San Giovanni a marzo del 2025 - erano comparse scritte rivendicative: "White Power", "Italia agli Italiani", "Nuova Italia", "Antiantifa" tutte realizzate con bombolette spray accompagnate dalla diffusione capillare di adesivi con le stesse parole d’ordine.









