Dopo oltre un anno di indagini, chiusa l'inchiesta della polizia di Arezzo, coordinata dalla procura per i Minorenni di Firenze guidata da Roberta Pieri, nei confronti di un gruppo di ragazzi riconducibili ad ambienti dell'estrema destra per i quali è stato emesso un avviso di conclusione delle indagini preliminari.
L'attività investigativa ha preso avvio dal monitoraggio di piattaforme social e canali di messaggistica istantanea, sui quali erano stati individuati contenuti inneggianti all'ideologia nazifascista, messaggi discriminatori e materiale propagandistico riconducibile a gruppi di estrema destra. Tra gli episodi contestati, la realizzazione nel territorio della provincia di Arezzo, in Valdarno, di scritte quali "White power", "Italia agli italiani", "Nuova Italia" e "Antiantifa".
Agenti della Digos di Arezzo hanno ricostruito modalità di reclutamento, organizzazione e coordinamento del gruppo, nonchè la produzione e diffusione di adesivi e altro materiale propagandistico. Le prime perquisizioni nel luglio 2025, poi a febbraio di questo anno, hanno consentito di acquisire conversazioni, fotografie, video e altri contenuti digitali, consentendo di delineare diversi ruoli ricoperti da persone appartenenti al gruppo. Le analisi sui dispositivi sequestrati agli indagati, al termine di una prima serie di perquisizioni eseguite a luglio dello scorso anno e di ulteriori due effettuate a febbraio scorso, hanno permesso di acquisire un "articolato patrimonio di conversazioni, fotografie, video e altri contenuti digitali", consentendo di delineare i diversi ruoli ricoperti dagli appartenenti al gruppo. Al termine delle indagini la Procura per i Minorenni di Firenze ha contestato a 5 indagati i reati di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa. Gli accertamenti hanno fatto emergere anche collegamenti tra soggetti del Valdarno e altri ambienti estremisti attivi sul territorio nazionale.










