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In questi giorni di fine agosto a Verona ci sono tappeti di foglie color ruggine lungo le vie della città; il Giardino dell’Orticoltura, appena fuori dal centro di Firenze, è ingiallito; e in Vallagarina e in Val d’Adige gli alberi a bassa quota, come il carpino nero e l’ornello, sembrano quasi bruciati.
Questo autunno anticipato, chiamato spesso “falso autunno”, è arrivato in molti luoghi d’Italia, con segnalazioni anche in città come Milano, Roma, Bergamo, Padova, Monza o nei vigneti del Trentino, e in Europa. In Svizzera già a metà giugno i ricercatori del WSL (l’istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio) hanno osservato nel Canton Soletta faggi e aceri con foglie appassite. Nelle foreste austriache sono già cadute molte foglie, e racconti simili arrivano anche dalla Germania, dal Regno Unito e dalla Francia.
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Di solito l’ingiallimento e poi la caduta delle foglie dagli alberi si osservano in autunno, quando le temperature si abbassano e le ore di luce diminuiscono. «Nell’estate del 2026 gli alberi possono essere stati esposti per molti giorni al caldo e alla mancanza d’acqua», spiega Martina Pollastrini, professoressa di Botanica dell’Università di Firenze, «e una delle difese che alcune specie vegetali adottano è quella di perdere le foglie in anticipo».









