La Procura del Distretto di Keelung, a Taiwan, ha ufficialmente incriminato nove individui nell'ambito di una complessa indagine sul traffico illecito di componenti hardware ad altissime prestazioni verso la Repubblica Popolare Cinese. Tra gli imputati figura un dirigente con il cognome Chang, impiegato come partner manager nella divisione distribution business di NVIDIA, considerato dagli inquirenti la figura centrale del sistema di elusione dei controlli sull'export definiti dalle normative statunitensi.

L'inchiesta coinvolge anche due ex dipendenti di Supermicro (identificati con i cognomi Lin e Wang), nota azienda partner specializzata nella produzione di server. Il quadro accusatorio include reati di falso in atti e violazione della fiducia aziendale, sebbene le imputazioni debbano ancora trovare conferma definitiva in sede processuale.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti e riportato dalle documentazioni giudiziarie, il gruppo avrebbe strutturato una sofisticata rete di triangolazione commerciale coinvolgendo società di comodo dislocate tra Taiwan e il Giappone. L'obiettivo era dissimulare la reale destinazione finale dei sistemi hardware per scavalcare i blocchi all'importazione imposti da Washington sulle tecnologie informatiche di livello avanzato.