Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiC’è una grossa fetta di territorio italiano che rischia di diventare deserto: meno popolazione e meno servizi, specie al Sud. La cura? Servizi e investimenti, per far restare chi ci vive e attrarre nuovi abitanti. Al Meeting di Comunione e Liberazione, in corso a Rimini, è tempo di parlare di aree interne. E non è facile gestire una parte del nostro Paese (60% della superficie italiana, 23% della popolazione) che rischia di imboccare una spirale negativa molto pericolosa.

I dati sullo spopolamento e gli interventi sulle infrastrutture

Secondo Bernardo Mattarella, amministratore delegato Invitalia in 10 anni lo spopolamento delle aree interne è stato del 5%, mentre quello delle aree urbane solo dell’1,5%. E secondo i dati Istat, entro il 2043 l’82% dei comuni italiani e il 90% di quelli del Mezzogiorno saranno interessati da un maggiore spopolamento: questo significa meno servizi – sottolinea Mattarella – ma anche meno motivi per restare. «Non siamo ancora nella fase della spirale in cui non si può tornare indietro: è un problema di velocità d’azione e di velocità amministrativa». Invitalia gestirà 1 miliardo per il settore idrico; al di là di questo, nella visione di Invitalia è importante creare le condizioni per non far partire chi si trova già nelle aree interne ed invogliare chi vive fuori a ritornarvi o stabilirvisi.