Le aree interne d’Italia sono concentrate prevalentemente nelle regioni di Mezzogiorno, in esse si sommano i problemi propri del Sud e quelli di piccoli centri, lontani dalle aree metropolitana verso le quali si muovono i flussi demografici e con carenza di servizi. Come pensa che si debba agire?
Il Piano Strategico Nazionale delle Aree Interne, approvato dalla Cabina di Regia con il voto favorevole di Regioni, Province, Comuni e Uncem, è rivolto a tutti i 1.882 Comuni, compresi nelle 123 aree interne, come proposte dalle Regioni. Il Piano, è volto a promuovere uno sviluppo sostenibile, equo e partecipato, con il pieno coinvolgimento delle amministrazioni e delle comunità locali. L’approccio “tailor made” e “place-based” è fondamentale per adattare le politiche alle specifiche esigenze dei singoli territori. Per affrontare i problemi che le caratterizzano è necessario, soprattutto nelle aree del Mezzogiorno, sviluppare un intervento integrato che miri a invertire lo spopolamento, potenziare i servizi e migliorare la qualità della vita. Insomma, un approccio strategico che unisca investimenti infrastrutturali, innovazione sociale ed economica con l’obiettivo di ridurre le disparità e rilanciare questi territori come motori di sviluppo sostenibile. È dunque fondamentale migliorare infrastrutture e trasporti, garantire servizi essenziali come sanità e scuola e rafforzare la digitalizzazione per facilitare l’accesso ai servizi anche da remoto. Allo stesso tempo, bisogna valorizzare le risorse locali e creare opportunità economiche capaci di trattenere i giovani e attrarre investimenti.






