L’Europa spende già più per riparare i danni climatici di quanto investa per prevenirli. Alluvioni, incendi, siccità e ondate di calore provocano ogni anno circa 45 miliardi di euro solo in perdite a infrastrutture e beni materiali, mentre gli Stati Ue destinano all’adattamento appena 29 miliardi: meno della metà degli almeno 70 miliardi annui ritenuti necessari dalla Commissione europea.
È su questo divario che Bruxelles intende intervenire col nuovo Quadro integrato per la resilienza climatica europea, un pacchetto di misure che sarà presentato tra ottobre e novembre. Ad annunciarlo è il commissario europeo al Clima, Wopke Hoekstra, in un’intervista rilasciata a Politico dopo un’estate segnata da incendi, siccità e temperature estreme.
«Credo che ormai abbiamo avuto abbastanza riscontri dalla realtà per capire che la spesa per l’adattamento non è un lusso – afferma Hoekstra – È una necessità chiarissima. Dobbiamo passare all’azione». Una scelta che richiederà di rivedere le priorità della spesa pubblica: «Avrà ripercussioni sul bilancio europeo, sui bilanci nazionali. Ma se non lo facciamo, pagheremo di più».
Gli eventi meteo estremi erodono già l’equivalente dell’1% del Pil dell’Unione europea. Secondo le stime della Commissione, il costo salirà al 2,3% entro il 2050 e al 7% entro la fine del secolo, mentre le compagnie assicurative avvertono che nei Paesi più esposti le perdite cumulate potrebbero raggiungere il 7% del Pil già tra il 2026 e il 2030.








