Dopo un'estate segnata da ondate di calore record, incendi devastanti e siccità, i ricercatori ambientali sollecitano i Paesi dell'Unione europea a intensificare gli sforzi per ripristinare gli ecosistemi in vista della scadenza del 1º settembre. Allo stesso tempo segnalano un gap annuale di 65 miliardi di euro nei fondi del blocco per il ripristino della natura.
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Le capitali dell'UE hanno solo pochi giorni per presentare alla Commissione europea le bozze dei loro piani di ripristino della natura, come previsto dal Regolamento sul ripristino della natura dell'Unione.
Questo appello arriva dopo che Spagna e Francia hanno perso migliaia di ettari a causa di incendi fuori controllo e Ungheria e Romania hanno dovuto fermare parte delle loro centrali nucleari perché il livello del Danubio è sceso a minimi storici. Una situazione che mette in luce la crescente vulnerabilità del continente ai cambiamenti climatici.
I ricercatori della European Biodiversity Partnership Biodiversa+ chiedono agli Stati membri dell'UE di tradurre la legge sul ripristino della natura del blocco in azioni concrete, sostenendo che paesaggi più sani possono aiutare l'Europa a resistere agli estremi climatici.







