di Clara Valenzani
Conosciuto fin dal tempo degli Etruschi, è un alimento meno pesante dell'aglio e più delicato nel sapore. Ricco di antiossidanti e nutrienti, può essere consumato sia cotto sia crudo anche in ricette veloci. I consigli dell'esperta
Aglio o aglione? Le differenze principaliSembra un aglio, ma non lo è: l’aglione della Val di Chiana — tra Toscana e Umbria — è un tipo di porro (Allium ampeloprasum) che, per le sue caratteristiche, può essere usato in cucina anche da chi non ama i sapori forti. Evelina Flachi, nutrizionista e divulgatrice scientifica, spiega che «l'aglione contiene una quantità notevolmente inferiore di composti solforati e di allicina (il principio rilasciato dall’amminoacido chiamato alliina, ndr) rispetto all’aglio. Questo lo rende più facile da digerire anche da chi ha uno stomaco sensibile. Inoltre riduce il rischio del tipico alito persistente». Da qui il soprannome «aglio del bacio» o «aglio degli innamorati». «L'aglione è più delicato, tendente al dolce, e risulta molto più tollerato al palato — continua Flachi —. Usarlo o alternarlo è una scelta di carattere gastronomico: l'aglio classico dà una spinta aromatica più aggressiva e pungente, mentre l'aglione permette di creare piatti dal gusto meno marcato, senza coprire gli altri ingredienti. Per chi non ha problemi digestivi o di intolleranza non c’è una necessità assoluta di sostituirlo: si possono alternare in base alle preferenze e alle ricette che si vuol preparare».Visivamente, la differenza principale si intuisce già dal nome: molto simile all’aglio per via della forma e del colore bianco avorio, l'aglione presenta spicchi più grandi che arrivano a pesare anche 70-80 grammi l’uno, con bulbi che di solito superano i 500 grammi.







