Non lascia cumuli di macerie, ma il caldo estremo presenta un conto salatissimo alla Germania: insieme alla siccità che ha segnato l’estate 2026, ha provocato danni economici per almeno 36 miliardi di euro, poco meno dell’1% del Pil nazionale.

La stima elaborata da Greenpeace Deutschland comprende le perdite registrate nei trasporti, nella sanità, nell’agricoltura e nelle foreste, oltre ai danni prodotti dal caldo sulla produttività del lavoro e sull’apprendimento. «Questa estate di caldo e siccità è stata una catastrofe per milioni di persone e per l’economia – dichiara Mauricio Vargas, esperto finanziario di Greenpeace Germania – Anche se questa calamità naturale non ha prodotto cumuli di macerie, l’entità dei danni è sconvolgente».

In parallelo, secondo un recente studio di Triodos Bank, il caldo estremo di quest’estate costa all’Europa circa 180 miliardi di euro, oltre l’1% del Pil. L’Italia è tra i Paesi più colpiti, dopo la Francia, con un danno stimato intorno ai 22 miliardi di euro: praticamente una legge di Bilancio.

In base alle stime ambientaliste incentrate sulla Germania, invece, la voce più pesante arriva proprio dal mondo del lavoro. Calcolando circa 25 giornate di caldo intenso, la minore produttività e le assenze legate alle temperature estreme hanno sottratto all’economia tedesca 10,8 miliardi di euro.