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Alle elezioni presidenziali francesi del prossimo 18 aprile la sinistra si presenta spezzettata: a ottobre si terranno delle primarie per scegliere la persona da candidare, decise al culmine di mesi di discussioni e divisioni interne che hanno finora impedito di proporre un’alternativa credibile a Jean-Luc Mélenchon, leader del partito di estrema sinistra La France insoumise.
Per una parte importante dell’elettorato moderato è un gran problema. Al momento i principali sondaggi indicano che, in mancanza di un candidato di centrosinistra forte, Mélenchon è quello con più possibilità di arrivare al secondo turno contro Marine Le Pen, leader del partito di estrema destra Rassemblement National. Gli stessi sondaggi però indicano anche che in una situazione del genere Le Pen vincerebbe al ballottaggio con ampio margine, diventando la prima presidente di estrema destra nella storia della Francia repubblicana.
In un editoriale non firmato del 21 agosto, il quotidiano francese Le Monde ha scritto che le elezioni presidenziali rischiano di «ridursi» a uno scontro delle «formazioni antisistema» e che la sinistra moderata non si sta dimostrando «all’altezza della posta in gioco».












