Non c’è un sondaggio in Francia che non dia Marine Le Pen sicura vincente al secondo turno delle presidenziali del 2027, per di più con un larghissimo margine sui possibili sfidanti, in particolare su Jean-Luc Mélenchon, leader della France Insoumise, che viene dato per stracciato con un misero 32,5% contro un 67,5%. La leader del Rassemblement National è insidiata, con un pericoloso 52% contro il 48%, solo da Édouard Philippe, oggi sindaco di Le Havre. È questo un personaggio molto popolare, dalla carriera variegata. Sino agli anni Duemila è stato infatti un militante socialista e fedele allievo di un grande personaggio del riformismo francese quale era Michel Rocard, poi si è però spostato a destra e si è alleato con l’emergente Jacques Chirac, è diventato quindi neogollista, e con lui ha fondato l’Union pour un Mouvement Populaire (Ump) che ha trionfato per due volte alle presidenziali. Nuova sua svolta nel 2017 quando ha appoggiato la candidatura dell’outsider Emmanuel Macron ed è stato premiato del suo importante appoggio elettorale e di immagine con la carica di primo ministro che ha ricoperto dal 2017 sino al 2020 – il premier più duraturo del giovane presidente che in nove anni ne ha cambiati ben sette (dato indicativo della sua grande fragilità sulla politica interna).