Con la candidata di estrema destra Marine Le Pen in testa nei sondaggi e le crescenti tensioni all’interno della sinistra, la campagna elettorale per le presidenziali francesi del 2027, il cui primo turno è previsto il 18 aprile, sta entrando nel vivo.
Il 23 agosto, mentre il candidato della sinistra radicale Jean-Luc Mélenchon, leader di La France insoumise (Lfi), ha tenuto un importante comizio a Châteauneuf-sur-Isère, nel dipartimento della Drôme, l’eurodeputato socialdemocratico Raphaël Glucksmann ha annunciato in tv la sua candidatura alla successione di Emmanuel Macron, che non potrà ripresentarsi perché ha raggiunto il limite massimo di due mandati consecutivi.
“È cominciata la battaglia delle sinistre”, titola il quotidiano francese Le Monde, riferendosi alle posizioni apparentemente inconciliabili di Mélenchon e Glucksmann.
Entrambi i candidati cercano di ottenere il sostegno del partito ambientalista Les Écologistes, guidato da Marine Tondelier. Non a caso, dopo aver dichiarato che la “vittoria è possibile”, Mélenchon si è soffermato soprattutto sulla crisi climatica e sulla transizione energetica. Anche Glucksmann sta corteggiando gli ambientalisti e ha affermato che “riguardo alla catastrofe climatica avevano ragione su tutta la linea”.










