Dottoressa Terragni, ma cosa non sta succedendo? (Marina Terragni è la Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza)

«Il tribunale dei minori dovrebbe pronunciarsi prima dell’inizio della scuola. Per logica quei bambini sarebbero dovuti rientrare a casa ad agosto, in modo da ricominciare a prendere il ritmo della vita. Sa, affrontare una prova come la scuola, a quell’età, con ciò che han vissuto, mica è uno scherzo».Eppure tutto tace. Si può ancora sperare per la prima campanella di settembre?

«Il problema è che, se anche supponiamo che la decisione arrivi adesso, oramai siamo in tempi troppo compressi, ravvicinati. Ci vuole un attimo per il ri-adattamento. Son cose da tenere in considerazione».Loro, tuttavia, lo chiedono sempre. Il solo desiderio che hanno è tornare a casa. Come mai?

«Perché non hanno genitori che li picchiavano. C’era amore nelle loro vite, stavano bene al casolare, con gli animali, non conoscevano lo smartphone. Ma lei lo sa che quando li ho visti la prima cosa che han fatto è stato cercare nelle tasche delle educatrici il telefonino?».Senta, ma hanno subìto dei danni?

«Non sono un neuropsichiatra, ma la neuropsichiatra infantile ha già lanciato un paio di volte l’allarme dicendo di non prolungare questo stallo. Ed è evidente che i piccoli Birmingham Trevallion abbiano subìto una serie di traumi. Si troveranno a fare i conti con una situazione post-traumatica, certo».Però prima...