E'ricoverata da domenica in ospedale, ma i genitori sono ammessi solo in orario di visite e alla presenza di un'educatrice della casa famiglia.
Una dei tre bambini della 'famiglia nel bosco', sta male, come ha fatto sapere ieri la Garante nazionale per l'Infanzia, Marina Terragni, che si dice colpita dal fatto che alla piccola non vengano pienamente garantiti i diritti sanciti dalla Carta Europea dei bambini in ospedale e dalla prima Carta italiana, adottata a Trieste nel 2001, ovvero il diritto alla continuità relazionale con la famiglia durante il periodo di cura e degenza.
"Perché la mamma non può stare con la bimba?' si chiede lo psichiatra Tonino Cantelmi, il perito incaricato dai legali che assistono la famiglia, ricostruendo quanto accaduto domenica scorsa. "Per la bimba è stato predisposto un ricovero d'urgenza, avrebbero cercato verso le 22 Nathan, il cui cellulare era però spento. Nessuno ha pensato di chiamare Catherine, il cui cellulare era raggiungibile. Solo il giorno dopo i genitori hanno saputo che la bimba era stata ricoverata". Per Cantelmi "si continua a gestire questa triste faccenda della famiglia smembrata con una sostanziale insensibilità. Terragni ha fatto benissimo a sollevare il problema!" dichiara lo psichiatra ribadendo: "Non ho dubbi: in questa circostanza sono i genitori, che non sono né delinquenti né abusatori e perfino sani di mente, secondo la perizia della Ctu, che dovrebbero stare vicino alla bimba".












