(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Utility sotto osservazione a Piazza Affari dopo che l’Unione Europea ha stabilito che l’eventuale tassazione degli extraprofitti delle aziende energetiche è di competenza degli stati membri che possono agire sulla base della legislazione nazionale. La decisione arriva in seguito a una lettera congiunta inviata nei giorni scorsi dai ministri delle Finanze di Germania, Italia, Austria, Polonia, Portogallo e Spagna al ministro delle Finanze irlandese per chiedere l'introduzione di una tassa sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere a livello Ue.
«Riteniamo che l’assenza di un ‘framework’ europeo aumenti il rischio regolatorio in Italia su possibili interventi che includano anche il settore utilities», scrivono gli analisti di Equita, che ricordano «la storia dell’ultimo decennio che ha visto l’esecutivo italiano approvare misure» come la «tassazione dei saldi Iva; la Robin tax; la tassazione sugli utili in eccesso la media 2018-21; il price cap alle produzioni rinnovabili; l’aumento dell’Irap». Al momento i titoli utility a Piazza Affari si muovono cauti: A2a , Enel , Hera ed Eni .
Intermonte evidenzia che, secondo Bruxelles, nel caso in cui i Paesi Ue dovessero agire sulla base della legislazione nazionale, «tali misure, devono essere conformi al diritto europeo. La Commissione rispetterà le decisioni degli Stati membri e fornirà assistenza e buone prassi sulle misure nazionali, nonché valuterà il loro impatto sul mercato unico».











