Andrea Viola
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MATTEO RENZI, SENATORE
C’è un problema che nel centrosinistra si continua a fingere di non vedere: nel cosiddetto “campo largo” lo spazio per una cultura moderata, liberale, riformista e garantista si sta restringendo fino quasi a scomparire. E sorprende vedere Matteo Renzi, che per anni ha costruito la propria identità politica contro il populismo e il giustizialismo grillino, cercare oggi di convincerci che Giuseppe Conte sia diventato un interlocutore naturale. L’intervento su Repubblica è emblematico. Il titolo è già un programma: “Conte ha ragione, sul ceto medio si gioca il voto”. Renzi sostiene che la sinistra debba superare gli eccessi woke, tornare alla questione sociale e parlare al ceto medio. Fin qui si può persino essere d’accordo. Il problema arriva subito dopo: per sostenere questa tesi Renzi finisce per accreditare proprio Conte, il leader di quel Movimento 5 Stelle contro il quale ha combattuto alcune delle sue battaglie politiche più nette.
L’intervento emblematico di Renzi che accredita Conte.






