Schlein aveva chiesto al governo di rispettare il mercato. Ma Giani chiede a Giorgetti il "golden power" per proteggere l'istituto di Sienadi Sandro Iacomettimartedì 25 agosto 20263' di letturaContrordine compagni. Il governo entra a gamba tesa, vuole fare il banchiere, mette ingiustamente becco nel risiko bancario? Il Pd negli ultimi giorni è stato estremamente chiaro. Palazzo Chigi deve rispettare il mercato e smetterla di inciuciare con gli istituti di credito. Parola di Elly Schlein, diventata tifosa del libero mercato più di Milton Friedman, di Francesco Boccia e persino di Antonio Misiani, che un paio di giorni prima della contromossa di Luigi Lovaglio per difendere Mps aveva applaudito alle parole di Giorgia Meloni sulla necessità di tutelare l’integrità, il marchio e la presenza sul territorio della banca più antica del mondo. Ma vabbè. Tanto bisogna resettare tutto.La posizione dem è tornata al punto di partenza. Dal famoso “abbiamo una banca?” detto da Piero Fassino a Giovanni Consorte nel 2005 per festeggiare il tentativo di scalata di Unipol a Bnl, siamo passati al più modesto e misericordioso per favore “lasciateci una banca”.Scordatevi i benefici del mercato, il governo cattivo che vuole manovrare gli assetti del credito, i giochi di potere dell’amichettismo finanziario. E scordatevi pure il golden power messo in campo da Palazzo Chigi che ha fatto saltare la scalata di Unciredit su Bpm, diventato nell’ultimo anno il tormentone dem per denunciare la scorrettezza del centrodestra. Anche i poteri speciali dello Stato per tutelare il risparmio sono improvvisamente diventati buoni se la posta in “palio”, è proprio il caso di dirlo, è la banca di Siena. È difficile da credere per chi ha ancora un minimo di architettura logica nel cervello, ma il Pd toscano chiede al governo di salvare Mps dalle grinfie del mercato con qualsiasi mezzo a sua disposizione.Quali? Gli strumenti che la delegazione degli enti locali della Toscana, composta dal governatore Eugenio Giani (Pd), dal presidente della Provincia di Siena Agnese Carletti (Pd) e dal sindaco Nicoletta Fabio (indipendente eletta con il sostegno del centrodestra) porteranno oggi sul tavolo del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sono principalmente due. «Insisteremo molto», spiega Giani che ha addirittura indetto una conferenza stampa per anticipare i contenuti delle richieste al governo, «perché lo Stato, fermo restando le prerogative che il mercato ha di per sé necessariamente sulle questioni finanziarie e di proprietà azionaria, si renda conto che non è possibile segmentare quella che oggi è una realtà storica che dal 1472 rappresenta una realtà bancaria di rilievo internazionale, come è il Monte dei Paschi, attraverso la divisione delle sue filiali o altre operazioni di frammentazione». E fin qui si potrebbe pensare ad una posizione non troppo dissimile da quella della segretaria dem.