HomeSportDa Chukwueze a Musah. Amorim trasforma il MilanIl nigeriano esterno a tutta fascia tra i primi esperimenti (convincenti) del tecnico. Nuova dimensione anche per l’ex Atalanta. E Rabiot tra le linee subito decisivo.Il nigeriano esterno a tutta fascia tra i primi esperimenti (convincenti) del tecnico. Nuova dimensione anche per l’ex Atalanta. E Rabiot tra le linee subito decisivo.Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciUn possesso palla che ha sfiorato picchi dell’80% nella prima parte di gara, quasi il triplo delle conclusioni totali (17-7) e il quadruplo di quelle in porta (4-1). Prima giornata, primi numeri: non dicono tutto, ma parlano di rivoluzione in atto. Alla guida, Ruben Amorim. La direzione, chiara: "Un Milan dominante". E pieno di sorprese. Un 3-4-2-1 con Alphadio Cisse protagonista (e in gol) e non Rafael Leao (oltre al Galatasaray, spunta l’Aston Villa tra le pretendenti). Una difesa e una pressione alta, concetti filosoficamente agli opposti di quelli di di allegriana memoria. Un centrocampo che, col Torino, è stato tra i simboli del cambiamento. In primis, la mossa Chukwueze, con la quale il tecnico ha aperto il suo corso rossonero.
"Sto crescendo, devo continuare così: è importante sentire la fiducia dell’allenatore...", la frase del nigeriano a fine partita. Partita da 4 occasioni create, 2 tiri, uno in porta. E un assist. Il nuovo ruolo di esterno a tutta fascia sembra calzargli a pennello. Il tecnico sa che la fase divensiva può diventare il tallone d’Achille: si lavora. Ma quando la palla è tra i piedi dei rossoneri, Chukwueze diventa l’arma in più. La stagione in prestito al Fulham (3 gol, 4 assist) è alle spalle. Per lui come per Yunus Musah: niente riscatto da parte dell’Atalanta, ma un’estate che lo ha visto riprendersi il Milan. "Ci sono momenti in cui hai bisogno di un allenatore che si ricorda di te: di quello che hai fatto, di quello che puoi fare. E io ripago dando tutto in campo", le parole dello statunitense. Sembrava potesse partire ancora: sembrava. Non ad Amorim. Che lo ha schierato anche tra le linee durante i test estivi. Che sa bene come possa giocare anche da esterno. Che lo ha piazzato nella coppia di centrocampo, all’Olimpico Grande Torino così come nell’ultima uscita col Manchester United: "Preferisco giocare dove ci sono spazi". Ne ha trovati e se li è creati, vedasi il primo gol che porta (anche) la sua firma.














