di

Matteo Persivale

Il segretario al Tesoro Usa include la Cina

DAL NOSTRO INVIATONEW YORK - «Voglio essere chiaro: qualsiasi entità che faciliti il riciclaggio di denaro per conto dell’Iran verrà rimossa dal sistema del dollaro americano». «Zero contatti tra l’Iran e altri paesi, nessuno spazio per respirare». «Ogni Paese coinvolto ha una tempistica per chiudere i contatti, e se non agiscono loro lo faremo noi unilateralmente». «Nel mirino abbiamo i cinque gangli vitali dell’Iran dal punto di vista finanziario: risorse digitali, tecnologia, oro, aviazione e spedizioni». «Queste misure ampliano il rischio di sanzioni secondarie per chiunque sia così stupido da continuare a fare affari con questo regime». «Questa è asfissia economica».E poi ancora, una serie di immagini molto chiare: l’orologio «che fa tic tac», «il martello» dell’isolamento economico, il paragone con il D-Day, lo sbarco in Normandia che segnò l’inizio della fine per Hitler «con la differenza che qui stiamo avvisando in anticipo, perché prima di far saltare in aria il sistema finanziario mondiale bisogna dare un avvertimento: questo è l’avvertimento», il muro di Berlino «che è caduto quando i soldati hanno deciso di non sparare» (un invito cioè agli apparati di sicurezza iraniani a ribellarsi).Scott Bessent, ministro del Tesoro notoriamente allergico alle riunioni-fiume, ha impiegato appena 17 minuti ieri sera (ora di pranzo a Washington) comprese le domande dei giornalisti per illustrare «Operation Economic Outcast», operazione emarginazione economica, per cercare di chiudere la guerra che sta per compiere sei mesi.Dopo l’annuncio, è prevista una prima ondata di sanzioni (contro circa 60 entità, tra cui individui, banche e imbarcazioni) entro la fine della settimana «e mi aspetto che venga annunciata una misura importante contro un istituto finanziario». Secondo Bessent, Trump sta contattando personalmente i leader mondiali coinvolti.E così, dopo che il ministro della Difesa Pete Hegseth si è incartato militarmente (lo stato maggiore congiunto aveva avvisato che una campagna di soli bombardamenti avrebbe avuto limiti strutturali) adesso tocca a Bessent e alle sanzioni secondarie, sperando che bastino perché l’orologio fa tic tac non soltanto per gli ayatollah ma anche per il suo principale, che il 3 novembre alle elezioni di metà mandato potrebbe perdere (molto probabile) la Camera e forse anche il Senato (poco probabile), e si troverebbe a dover rimodulare in modo significativo gli obiettivi degli ultimi due anni della sua presidenza.A Bessent è arrivata la domanda inevitabile (anche perché tra due settimane Xi Jinping sarà a Washington): «Lei ha detto che nessuno è al di sopra delle sanzioni statunitensi. Quali sanzioni o penalità secondarie specifiche è disposto a imporre il Tesoro alle banche e alle compagnie di navigazione cinesi se non obbediranno?». Bessent: «Ogni Paese, ogni entità deve essere preparata ad affrontare le sanzioni statunitensi e... nessuno è al di sopra di questo fatto, riterremo tutti responsabili. Parliamo dell’asfissia economica di questo regime iraniano e, come ho detto, è meglio che nessuno metta alla prova la nostra determinazione».Poco prima della conferenza, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha accusato l’Iran di aver tentato di assassinare uno dei suoi figli. Ha detto di aver chiesto alle forze dell’ordine israeliane di rafforzare le misure di protezione per ogni candidato primo ministro: «Un caso incredibile. L’Iran ha preso di mira uno dei miei figli. L’Iran ha cercato di ucciderlo ».