HomePistoiaCronacaUna storia lunga più di mille anni. Dai Longobardi agli agostiniani: "San Bartolomeo, amore e carità"Padre Giordano, rettore della chiesa dedicata al Santo, racconta le ragioni di tanta devozione. Una festa dedicata ai più piccoli, nelle cui trame scorre anche la genesi dei biscotti di pasta frolla.Padre Giordano, rettore della chiesa dedicata al Santo, racconta le ragioni di tanta devozione. Una festa dedicata ai più piccoli, nelle cui trame scorre anche la genesi dei biscotti di pasta frolla.Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciUna storia lunga milletrecento anni. Il legame di Pistoia con il culto di San Bartolomeo affonda le sue radici nell’Ottavo secolo, nell’Italia strappata dai Longobardi a Costantinopoli. Come racconta da padre Giordano, rettore di San Bartolomeo, secondo gli atti ufficiali la chiesa venne fondata nel 726 da Gaido Aldo, anche se il nucleo centrale è di diversi anni più antico.

E dietro il legame di Pistoia con il santo ci sarebbero proprio i longobardi, che gli erano molto devoti: "A Benevento - una delle capitali dei loro ducati - c’erano le sue reliquie, così un po’ in tutta Italia c’è stata una forte venerazione". Questo legame è tutt’oggi testimoniato dal Cammino di San Bartolomeo, che partendo da Fiumalbo arriva fino a Pistoia toccando luoghi devoti al santo. Riannodando i fili della millenaria storia del culto pistoiese per Bartolomeo, padre Giordano sfata un mito molto diffuso: "Il termine ‘pantano’ non è riferito al fatto che c’erano delle paludi, ma perché all’epoca della fondazione la chiesa si trovava fuori le mura. E una delle porte dell’insediamento romano si chiamava ‘Pandana’: da lì, nei secoli, la storpiatura della parola è finita con il diventare ‘pantano’".