"La storia la cambiano persone come lei, i legni storti". Riccardo Nencini, socialista e politico di lungo corso, fu tra gli amici più intimi di Oriana Fallaci. Per testimoniare il legame forte, verace (com’era lei) e insieme gentile, e preservarne la memoria, l’ex senatore le ha dedicato negli anni diverse opere biografiche. Parliamo con lui della ’riscoperta’ fiorentina della Fallaci a vent’anni dalla morte.
Nencini, Firenze sembra essersi destata. E’ stato superato quello che per anni è stato una sorta di – non chiamiamolo proprio ostracismo – distacco?
"Beh, io credo che la storia la cambino le figure atipiche, chi è fuori dal coro. Dario Fo fu un repubblichino, ma qualcuno mette in discussione la sua opera? Günter Grass faceva parte delle SS? E allora dovremmo dimenticare il suo capolavoro ’Il tamburo di latta’? Oriana che ha peccato meno di loro...".
Beh, mi permetto. Molto meno... Ha peccato in qualcosa?
"Esagerò secondo me nel considerare il mondo islamico come un ceppo unico. Oggi per esempio in Marocco una donna ha molti più diritti di una donna in Arabia Saudita. Però capì perfettamente che una teocrazia è molto peggio di una democrazia".









