HomeMassa CarraraCronacaOriana, un soldato fragile. Nencini presenta il libro sulla vita della FallaciVenerdì a Spazio Alberica l’incontro con il presidente del Gabinetto Viesseux. Nel volume la storia, le passioni e tumulti della grande giornalista scomparsa.Riccardo Nencini, presidente del Gabinetto Viesseux, sarà venerdì al San Giacomo intervistato da Marina. Babboni e Cristina LorenziRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguici’Mai stanca di vivere. Passioni e tumulti di Oriana Fallaci’ è il titolo del bel libro edito da Mondadori che Riccardo Nencini, più volte parlamentare, già vice ministro delle infrastrutture e presidente del Psi, docente e collaboratore della Fondazione Spadolini-Nuova Antologia e attuale presidente del Gabinetto Vieusseux di Firenze, dedica alla più grande giornalista italiana di sempre: che fu ’mai stanca di vivere’, nemmeno all’ultimo, quando le fu diagnosticato il tumore. Continuò a fare rumore, a scrivere (Un cappello pieno di ciliege, incompiuto, che uscirà postumo nel 2008), a vivere. Quell’Oriana Fallaci cui si deve la gran parte delle giornaliste di oggi, che si innamorarono tutte di lei, della sua forza indomita e della sua penna leggendaria, prima che “l’alieno“ (così chiamava il suo tumore) si impossessasse del suo corpo, prima della deriva islamofobica. A vent’anni dalla scomparsa Nencini ne racconta l’infanzia povera, l’adolescenza da staffetta partigiana, i gloriosi anni da inviata di guerra, la fine. Racconta, soprattutto, un’Oriana segreta, quella che conobbe in un rapporto d’amicizia cominciato nel 2002 e durato fino alla fine: "Anni con in mezzo litigi e scontri, anche se alla fine c’era sempre un abbraccio - ha dichiarato Nencini in un’intervista - È iniziato con una telefonata nel 2002, quando ero presidente del consiglio regionale della Toscana. E mi disse: ’Mi rivolgo a lei, socialista come me, perché dobbiamo fare in modo che a Firenze il Social Forum non ci sia’. E io le risposi: ’Guardi che questa non è una decisione che prendo io’. E lei ribatté: ’Non faccia il furbo, perché la richiamo’: e mi ritelefonò 4-5 giorni dopo. Da lì partì la sua ossessione, temendo che potesse accadere a Firenze quanto successo a Genova". E ancora: "Molte cose non potevano essere dette prima. Ci sono confidenze, confessioni che adesso, dopo vent’anni, diventano storia e possono essere inquadrate in una cornice più oggettiva, soprattutto riguardo alle polemiche degli ultimi suoi anni che l’hanno travolta. Molte pagine sono poi figlie di un diario delle nostre conversazioni". Dentro vicende meno note, come le lettere con Pasolini, o il tentato suicidio per amore. Ne parleranno nella rassegna di Spazio Alberica, al San Giacomo, l’autore Riccardo Nencini con Marina Babboni e Cristina Lorenzi venerdì alle 21.