Alle 3.36 del 24 agosto 2016 la terra tremò nel cuore dell’Italia centrale. Il terremoto di magnitudo 6 colpì soprattutto Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto e lasciò dietro di sé 299 vittime. Anche l’Umbria, pur non contando morti sul proprio territorio per quella prima devastante scossa, pianse otto persone legate alla regione.
Tra loro c’erano Matteo Gianlorenzi e Barbara Marinelli, 44 e 42 anni, marito e moglie di Orvieto. Si trovavano all’Hotel Roma di Amatrice: Matteo, commerciante, era arrivato in vista di una fiera nella zona e Barbara aveva deciso di accompagnarlo. L’albergo crollò sotto le scosse e per giorni i soccorritori scavarono tra le macerie, prima di recuperare i corpi della coppia.
C’era poi Floriana Svizzeretto, 59 anni, originaria di Narni. Storica dell’arte e direttrice dal 2003 del Museo civico Cola Filotesio di Amatrice, viveva nel centro del paese, dove morì nel crollo del palazzo in cui abitava. Era residente a Roma, ma conservava con Narni un legame profondo, fatto di famiglia, amici e una casa dove tornava spesso.
Dal Trasimeno arrivava Marco Santarelli, 28 anni, originario di Castiglione del Lago. Chef, figlio del questore Filippo Santarelli, si trovava ad Amatrice per andare a trovare i nonni. Morì sotto le macerie della loro abitazione. Il suo legame con l’Umbria era rimasto forte anche dopo il trasferimento nel Lazio.










