Giovedì alle 10 si terrà un presidio sotto al Comune, in Piazza del Popolo a Ravenna, promosso da ’Ravenna in Comune’ , "contro il traffico di armi che utilizza il porto di Ravenna per armare il genocidio perpetrato da Israele nei confronti della popolazione palestinese. Il presidio, indetto dal Coordinamento no armi dal porto di Ravenna, di cui Ravenna in Comune è parte, oltre che da Bds Ravenna e Basta complicità, è in concomitanza all’udienza avanti il Consiglio di Stato per l’esame della richiesta di sospensiva, richiesta dalle Dogane di Ravenna, della decisione del Tar Emilia-Romagna che le condanna a rendere pubblici i dati sul traffico di armi".
"Abbiamo chiesto alla Regione Emilia-Romagna e al Comune di Ravenna – scrive in una nota Ravenna in Comune – di intervenire al nostro fianco dinanzi al Consiglio di Stato per difendere il diritto alla trasparenza dei cittadini delle nostre comunità, locale e regionale. Eppure ad oggi nessun intervento ad adiuvandum è stato attivato. Chiediamo anche al sindaco di esserci e ricevere una nostra delegazione".
"Intanto – continua la nota – il porto di Ravenna, inserito dalla UE tra i core ports del corridoio Baltico-Adriatico, rientra a pieno titolo nella mobilità militare europea. Possiede vasti spazi per la movimentazione di mezzi bellici dopo aver costruito un chilometro di nuove banchine in penisola Trattaroli con la scusa di realizzarvi un nuovo terminal container di cui non esiste nemmeno un vago progetto. In compenso già ora vi opera provvisoriamente un mega hub logistico per l’automotive già pronto per la conversione militare. L’autorità portuale prevede di portarvi i binari per il collegamento ferroviario in modo che la logistica della guerra possa partire in qualsiasi momento".







