Il programma di Futuro Nazionale, stretta su aborto e LgbtRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciSe nella prima puntata del suo programma Roberto Vannacci (foto) riesumava il "patriarcato mediterraneo", nella seconda prende forma l’Italia che immagina per il prossimo decennio. Un Paese dove il terzo figlio azzera gli interessi sul "mutuo tricolore", le unioni civili spariscono, l’aborto "non è un diritto" e la tv, dalle 6 alle 23, tiene i bambini lontani dai contenuti "genderisti" e "omosessualisti". Ma anche un’Italia con più divise, nelle scuole e nei quartieri degradati. E se Bruxelles dovesse imporre diktat woke, vincoli sulla difesa e di bilancio, Roma sarebbe pronta a respingerli.

L’estate costituente del generale prosegue a tambur battente con un nuovo capitolo del programma di Futuro Nazionale, in marcia verso le Politiche. Nella prima parte della ‘Base ideologica e programmatica’, l’ex leghista aveva già imboccato la corsia opposta al "mondo al contrario": remigrazione, tolleranza zero e "patriarcato mediterraneo" da "proteggere e non criminalizzare", affidato a "maschi forti".

Sistemato il pater familias, ora tocca ai figli. La denatalità diventa la "principale emergenza nazionale" e il matrimonio "l’unico istituto di coppia" perché, si legge nelle 42 pagine del secondo capitolo, "solo la procreazione ha rilievo pubblico": via le unioni civili e adozioni ordinarie solo con padre e madre. Per riempire le culle arriva il welfare in salsa patriottica: reddito di rinascita per le madri fino ai 12 anni e anche fino ai 18 per le fasce più deboli. Poi il mutuo tricolore – con interessi azzerati dal terzo figlio – e le quote azzurre per i dipendenti pubblici con famiglie numerose.