Inizia con un elogio delle mani l’edizione n 38, titolo “Esercizi sulla soglia”, di Danza Estate a Bergamo, un festival che è cresciuto sul territorio in virtù di tanti bei nomi e della curiosità per spettacoli originali. Si parte giovedì dal Museo Gres Art 671 con “Manifestus” di Jacopo Jenna, formato in Olanda, un artista che è una garanzia dopo il fortunato “Alcune coreografie”, un solo che racconta la storia della danza con preziosi frammenti video. "Le mani - dice Jenna - sono un elemento catalizzatore, visivo, narrativo, comunicativo; sono come volti senza occhi; e manifestare, dalla radice di mani, è un modo per dire ‘io ci sono’; ho voluto dei performer giovani di street dance, autentici; non ho ‘rubato’ la loro arte; da praticante, ne conosco il valore, credo che sia questa la rivoluzione nella danza del ’900".

Segue venerdì “Smoking rooms” sui luoghi-non luoghi di attesa, con l’avant-garde di Compagnia mk/Michele Di Stefano. Al teatro Renzo Vescovi sabato ecco “Horizon Koiné Bolero”, con Stefania Mangano in lotta solitaria con l’infernale musica di Ravel, creazione della italo-giapponese Masako Matsushita; e poi ecco “Mondo” di Gennaro Lauro, sulla purezza di un bambino che gioca a campana in cortile.